Gli erano entrate negli occhi, quelle immagini, come l'istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva. ( da Castelli di Rabbia di Alessandro Baricco)
...."Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio,
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue".
(Eugenio Montale)
Cercare di comprenderti è come rincorrere il silenzio.
La tua via è solo la fuga, starti accanto vuol dire pungersi, ferirsi.
Ci sarà un punto d'incontro? Non ti prometto le stelle, non ti prometto la luna ma solo un varco da attraversare per incontrarsi in questa fase della tua esistenza. Quello che ti prometto è che là ci sarò, sempre.