venerdì 5 luglio 2013

Grey

Torre Eiffel - Parigi - by Paola

(...) Quel mattino dall’unica finestra della sala posta a destra della sua sedia si intravedeva un cielo grigio e piccole gocce di pioggia si rincorrevano sul vetro.
Lui osservo la sua divisa grigia, il linoleum a terra grigio e le pareti grigie.
L’unica nota di colore era il quadro alla parete, quella grande tela che abitava in quella stanza da almeno quarant’anni.
Si sedette e cominciò a osservarne i particolari: una ragazza seduta di spalle su una sedia, il busto eretto le braccia tese in avanti a sfiorare i tasti di un pianoforte.
I capelli castani con qua è là dei piccoli tratteggi color dell’oro, che la luce faceva risaltare nel grigio della sala.
La testa leggermente inclinata a sinistra, i piedi, avvolte in scarpette rosse, appoggiati ai pedali.
E in fondo una piccola finestra la cui luce si appoggiava delicatamente sulle mani rendendole vive.
Dei passi in lontananza lo riportarono alla realtà, un visitatore entrò nella sala e si frappose fra lui ed il quadro provocandogli un senso di fastidio come se quel corpo avvolto in un impermeabile grigio avesse interrotto qualcosa. (...)

giovedì 4 luglio 2013

Red

Moulin Rouge - Parigi - by Paola

Ogni volta che il colore rosso appariva sulla sua strada ne era attratto, non riusciva a distoglierne lo sguardo: un cartellone pubblicitario, il menu di un ristorante, lo svolazzare di una gonna.
Ne rimaneva magnetizzato e per un attimo la sua vita si riempiva di colore.
D’altra parte il suo lavoro di custode in un piccolo museo non era molto colorata.
Quella mattina il suo sguardo fu attratto da un piccolo foglio rosso che spinto dal vento si alzava e danzando nell’aria dipingeva nel cielo grigio piccole ellissi colorate.
“Sarà una buon giorno” pensò e a grandi passi salì le scale del vecchio palazzo ed entrò.
Appoggio il badge sul rilevatore di presenze e il suono metallico decretò che anche per quella mattina la sua giornata era iniziata.
Eccola là la sua sedia nella penultima sala a destra, davanti a quel quadro che ormai conosceva a memoria ma che ogni giorno ristudiava nei minimi dettagli, quasi che nella notte avesse potuto cambiare.
Si appese il badge alla giacca e si sedette nell’attesa di vedere sfilare davanti a sè come ogni giorno i pochi visitatori che da lì a pochi minuti avrebbero varcato la soglia del museo. ( ...)

domenica 2 giugno 2013

Senza parole

Le mani di Buddha - Nara- by Paola
Un giorno il Buddha si presentò davanti all'assemblea dei monaci. Tutti si aspettavano che egli tenesse uno dei suoi abituali sermoni per illustrare la dottrina, il (dharma). Ma il maestro, quella volta, non disse nulla.
A un certo punto, sempre senza pronunciare parola, sollevò con una mano un fiore. I monaci restarono in attesa che dicesse qualcosa; egli però se ne stava immobile e silenzioso con quel fiore in mano, e osservava i loro volti.
All'improvviso il suo sguardo si fermò su Kasyapa.
Kasyapa sorrise.
Anche il Buddha sorrise. ( Racconto zen)

mercoledì 29 maggio 2013

Le strade

Central Park - New York - by Paola
Poi  non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non si ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare. ( A. Baricco)

domenica 26 maggio 2013

Armonia

New York Street - by Paola - 
                                       " Bisogna avere un caos dentro per generare una stella danzante "
                                                                                   ( F. Nietzche )

sabato 18 maggio 2013

Tenerezza


Tenerezza - Tokyo-by Paola
Come in un sogno appare la tua immagine,
disegnato in una nuvola si mostra il tuo sorriso
e io piango riconoscendovi la purezza.

mercoledì 3 aprile 2013

E' così che ti frega la vita.....

Marza - by Paola
Gli erano entrate negli occhi, quelle immagini, come l'istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva. ( da Castelli di Rabbia di Alessandro Baricco)