domenica 14 settembre 2014

Ruggine

Dettagli sfuocati - Somewhere in  Wyoming - by paola

"Non si va lontano
con i battelli
ebbri di schiuma
sul mare.
Tornati a terra
non si distingue più
che l’odore della ruggine
e quello dei sogni abortiti." ( Bernard Mazo)

lunedì 1 settembre 2014

Favoleggiando

                                 Un vecchio tronco a volte può far immaginare cose mai viste

Somewhere in British Columbia -  by - Paola

Il mese scorso mi è accaduto un fatto stranissimo. Stavo camminando per la strada, quando sentii uno strano brontolio, un fastidioso borbottio.
Mi voltai a destra e a sinistra, guardai in su e in giù ma non vidi nulla.
Eppure quel rumore era lì, anzi diventava sempre più forte man mano che mi avvicinavo ad un grande albero di salice piangente tutto frondoso e verde.
Andai più vicino piano piano, guardandomi intorno. A dire la verità ero un po’ impaurita e forse mi sentivo anche un po’ pazza, sentivo una voce e non vedevo nulla!

Adesso ero lì sotto l’albero, i suoi rami mi accarezzavano la testa e la voce era sempre più vicina.
Mi abbassai, e in ginocchio feci il giro dell’albero e vidi due occhi gialli sbarrati che mi guardavano attaccati ad un viso di un grosso cane rugoso.
“Ma i cani non parlano” pensai ad alta voce 
“Certo che parlano” mi rispose una voce un po’ rauca, “e cantano e ballano anche. Che ti credi?”
“Sono proprio impazzita”, gridai. E feci per scappare tappandomi le orecchie ma il cane fece un grande balzo e mi bloccò la strada.
“Aiutami, per favore! Ho tanto bisogno di aiuto! Non sopporto più questo vecchio salice che piange e piange. Devi aiutarmi a liberarmi di lui”.
Guardai il vecchio salice, mi sembrava bellissimo, il sole stava tramontando e faceva capolino tra i rami verdi.
“Perché vuoi liberartene? A me sembra così bello” esclamai.
Il cane mi guardò con due occhi allibiti, mi girò intorno annusandomi e mi disse: “Cosa, bella? Ma lo hai guardato bene? E’ vecchio e brutto e pure antipatico?” 
Guardai di nuovo l’albero e mi chiesi come potesse un albero essere antipatico.
“Perché?” chiesi allora al cane. 
“E una lunga storia, mi rispose “ ma se hai tempo e voglia posso raccontartela. Siediti qui vicino a me.”
Mi sedetti e il cane cominciò a raccontare.
“Tanto tempo fa ero un bellissimo bambino e venivo sempre qui a giocare sotto questo albero, i suoi rami mi facevano ombra ed era proprio bello ripararsi lì sotto. Nessuno poteva vedermi e io potevo nascondere lì sotto tutti i miei preziosi segreti. Per nascondere i miei tesori dovevo però scavare e scavare e così giorno dopo giorno arrivai a toccare le radici del vecchio salice.
Devi sapere, continuò il cane rugoso, che le radici sono la forza di quest’albero e toccarle lo fa soffrire molto.
Lui me lo disse, una, due, tre, quattro, cinque, mille volte, ma io non lo ascoltai e continuai a scavare giorno dopo giorno dopo giorno.
“E cosa è successo poi” chiesi sempre più curiosa.
“Beh, un bel giorno l’albero mi disse che se non avessi smesso di scavare mi avrebbe fatto una magia.”.
Io stupidamente pensai che gli alberi erano alberi e che non potevano fare magie, ma pensai anche che stavo parlando con un cane e che forse tutto era possibile.
“Cosa ti fece?” chiesi sempre più incuriosita.
“Una cosa spaventosa, incredibile! I rami cominciarono a girare vorticosamente, un vento terribile mi fece alzare da terra, vidi le mie mani trasformarsi in zampe e il mio corpo riempirsi di peli.
Poi caddi a terra e rimasi lì immobile, spaventato a morte. Provai ad urlare, ma dalla bocca mi uscì solo un sacco di bava ed un terribile guaito. Ero diventato un cane. E per di più un cane brontolone.”
“Brontolone in che senso?” chiesi.
“Brontolone nel senso che non faccio che lamentarmi, vorrei giocare con i miei amici ma non posso, vorrei farmi un tuffo nel mare ma non so nuotare, vorrei mangiare la pizza ma non so tagliarla. Che altro posso fare se non brontolare?”
Rimasi seduta senza parlare, povero cane rugoso e povero albero. Avrebbero potuto vivere insieme da buoni amici e invece guarda cosa era successo.
Pensai a cosa potevo fare, mi sarebbe piaciuto avere una bacchetta magica per poter rimettere tutto a posto.
Far tornare il cane bambino e farlo ridiventare amico dell’albero.
Ma le bacchette magiche non esistono o forse sì!
Chiesi al cane di pensare alla cosa più bella e chiesi all’albero di fare lo stesso.
Strano, entrambi pensarono la stessa cosa: lo vidi chiaramente. Pensavano ad un giorno d’estate e ad un bambino che giocava sotto un salice frondoso.
E allora la magia era fatta il cane capì che doveva trattare bene l’albero e l’albero capì che il cane aveva pagato abbastanza.
Si alzò un vento forte e io e il cane fummo sollevati tra turbini di polvere ma riuscii a vedere che il cane non c’era più e al suo posto era tornato il bambino.
Cademmo a terra e allora il bambino mi chiese: “ Ma tu chi sei, una fata?” 
Sorrisi e pensai che a volte un pensiero felice può fare una grande magia.
Mentre mi allontanavo il bambino e il salice parlavano tra loro, contenti.

mercoledì 30 luglio 2014

Ingranaggi

Railway - British Columbia - by Paola - 
L'ingranaggio appare rotto, spezzato come un dolce di marzapane, fragile, fra le dita di un bimbo.
Eppure in lontananza si ode quel dolce ticchettio.
Qualcuno sa che sopra i deserti ancora si vedono le aurore.



lunedì 28 luglio 2014

La Presenza

 Dutch Lake  Brithish Columbia - by Paola- 
La nebbia nasconde la presenza, ognuno è solo.
Il giorno inizia, la nebbia attenua i graffi del mondo che aspetta, ma nella nebbia lo sguardo impara a volgersi verso l'alto alla ricerca di quell'azzurro che credeva ormai perso.


lunedì 21 luglio 2014

STOP WAR!

Sul Muro di Berlino - by Paola

"Noi popoli delle Nazioni Unite,

decisi
a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità,
a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole,
a creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altri fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti,
a promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà,
e per tali fini
a praticare la tolleranza ed a vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato,
ad unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale...."
Preambolo dello Statuto delle Nazione Unite 
Sembrano rimaste solo parole, sospese nel nulla, e intanto si continua a morire. STOP WAR!


mercoledì 2 luglio 2014

Nell'Attesa

Scenografia Teatro Greco di Siracusa - by Paola - 

Nell’attesa di un gesto, aspettando l’azione, inganno il tempo immaginando.
Lo sguardo indugia sugli oggetti, gli altri sensi tesi aspettano, la mente intanto insegue un pensiero, inventa, dileggia, divaga.
Nell’attesa costruisco muri immensi e li distruggo per poi ricominciare a ricostruire.
Silenzio, lo spettacolo inizia, l’attesa è finita o ricomincia?

“Aspettare è ancora un’occupazione, è non aspettare niente che è terribile” ( cit. Cesare Pavese)

domenica 29 giugno 2014

Ascoltare

In scena Le Coefore al teatro Greco di Siracusa - by Paola



Abbiamo bisogno di poesia, perché è solo nella visione della poesia che la parola si libera del reale e diventa altro.
Racconta storie, visioni, sogni. Incanta chi ha ancora voglia di ascoltare perché:                                    
"Ai bambini infatti è il maestro che parla, agli adulti invece sono i poeti" ( Aristofane)