sabato 18 febbraio 2017

Pugni chiusi

Cartolina Museo del 900 - Milano - by Paola

Pugni chiusi, freddo vento.
Una lacrima si ferma sul viso quasi fosse di ghiaccio. 
Un attimo, un tormento di solitudine in questa fredda città.
Anima persa che vaghi alla ricerca del tutto
stringendo nella mano il nulla.
Il sogno s'infrange nel grigio mattino, 
ma tu continui indomita  ad inseguirlo 
cercandone i colori.

giovedì 19 gennaio 2017

Invisibile

io, milioni di anni fa
Camminava lenta, sotto la pioggia, soppesando un passo dietro l’altro quasi i piedi fossero troppo pesanti e facessero troppa fatica a staccarsi dal terreno, non pensava a nulla o forse pensava solo ad una frase di un libro che sempre leggeva e che diceva più o meno così: 
“..poichè un cuore che cerca, sente bene che qualcosa gli manca; ma un cuore che ha perduto, sa di cosa è stato privato””. 

Lo ripeteva quasi fosse un mantra, passo dopo passo.

Pensava in quell’ora della sera. Pensava al suo primo ricordo, non quello che gli altri le avevano raccontato ma proprio il suo: il primo istante della vita che era stato solo suo e che lei non avrebbe mai dimenticato.
Nella sua mente iniziò il racconto di quel giorno di primavera in cui vide una farfalla, una di quelle tutte colorate che non si vedono spesso in città; provò ad avvicinarsi, piano piano,  passo dopo passo, sempre più vicino, il respiro si faceva più veloce mentre tendeva la mano per sfiorarla, aspettando da un momento all’altro che la farfalla volasse via, ma nulla rimaneva ferma, sbattendo solo un poco le ali e fu allora che capì.
La farfalla rimaneva lì aggrappata a quel fiore perché non si accorgeva della sua presenza, lei era invisibile e la farfalla non poteva vederla.

E da questo preciso momento pensò che ho cominciato a capire di essere diversa. Diversa come la prima foglia di autunno che cade, mentre le altre la osservano ancora attaccate solide ai rami, diversa come la neve di marzo che fa gli sberleffi alla primavera,  diversa perché invisibile.
E poi sì era andata a scuola, e c’era pure un banco per lei ma agli altri appariva sempre vuoto quel banco. 
Poi un giorno un bambino le rivolse la parola, mentre leggeva sotto un albero…un bambino buffo, con i capelli che parevano una nuvola arruffata.

Parlarono, si arrampicarono, risero quel  giorno e poi lui  se ne andò e lei rimase a leggere sotto l’albero, ancora una volta invisibile.

Spesso si chiedeva se esistesse veramente magari era solo l’immagine dipinta su un quadro, la visione di un pittore.
Ma era fatta così, le toccava stare in piedi, a bocca aperta a discutere con la vita, anche se con la vita si fatica a discutere, sei così e ti devi accontentare  mica come le farfalle che prima erano bruchi.

Pensava e camminava, passo dopo passo, non pioveva più. Il cielo era colore del vino scuro. Così decise, in un attimo decise. Aumentò il passo. Sapeva che doveva andare a cercare quel bambino con i capelli di nuvole che per un giorno solo l’aveva vista. 
 

domenica 15 gennaio 2017

Indifferenza

Il volo - santa Maria del Focallo - by Paola


Nuvole: oggi sono consapevole del cielo, poiché ci sono giorni in cui non lo guardo ma lo sento solo, grigio e immutabile sopra di me. 
Nuvole che corrono impassibile da oriente a occidente, continuano a passare, passeranno sempre continuamente, in una sequenza folle discontinua di fili simili a matasse
Nuvole che passano mentre la tua indifferenza mi distrugge le costole e aspetto quelle nuvole di tempesta che mi devastino l’anima.

venerdì 30 dicembre 2016

Aspettando

Dentro lo specchio - Isfahan - Iran - by Paola 



Dentro uno specchio

alla ricerca di un mondo al contrario, 

di un cappellaio Matto, di un gatto. 

Nel mondo al contrario, 

cercando un prodigio 

che porti 

col soffio del vento 

la tua voce, 

il tuo sorriso.

Nell'enorme distanza tu taci. 
Nel mondo al contrario
io aspetto.
In silenzio 



giovedì 8 dicembre 2016

Infinità

Angolo del Bazar di Shiraz - by Paola

Lo spazio possiede una propria solitudine, 
solitudine è il tempo
e solitudine è la strada.
Ma tutto questo è caos
in confronto a quell’attimo profondo
in cui un cuore si specchia in un altro 
allora sarà:

infinità finita.

venerdì 2 dicembre 2016

Caleidoscopio di frammenti

Frammenti - Teheran - by Paola


Piccoli pezzi riflessi: pallido sorrisi e mani fredde.
Tiepida linfa che scorre come una lama, 
tagliando, 
scoprendo,
grattando.
Come macchia su un foglio, 
macchia indelebile 
che tampona

un cuore ferito.

domenica 27 novembre 2016

Momenti

Momenti rubati - Teheran - by Paola
«Domani ti porto in un posto speciale»
Così mi hai scritto ieri sera mentre arrabattavo qualcosa da mangiare al bazar. E la fame immediatamente è passata.
Torno a casa, lascio che il mio peso si inglobi nel materasso fra le lenzuola che sanno di bucato e penso che d’amore non è mai morto nessuno ma il cuore si ferma a volte e sembra non voler ripartire più.

Mattino, scendo le scale, mi aspetti, sul sedile un sacchetto con due dolci al miele. “Il viaggio è lungo dici”.

Traffico, osservo te che guidi fissando la strada, ma a volte il tuoi occhi incrociano i miei in un dialogo muto.

Tanti occhi ti hanno visto prima dei miei; mi prendi la mano e la appoggi con la tua sul cambio prima, seconda fino alla quarta, premi l'acceleratore su qualcosa che di marce non ne vuole conoscere, basta andare avanti,  basta che resti. 
Ho letto migliaia di libri,visti altrettanti film, ma lì è tutto più facile che qui.
Deglutisco poteva essere un bacio e invece ti dico:

“ Lontano da qui, 
a mille chilometri dall’idea di giusto o sbagliato
vi è in luogo.
Laggiù io ti aspetterò”

“Laggiù dove? “ chiedi tu.

“Laggiù dove io mi faccio mare e tu onda”