sabato 24 maggio 2014

Il Giudizio

Centrale Montemartini - Roma- by Paola

Attendevano immobili che arrivasse per giudicare, per giudicarlo.
Rigidi nei loro abiti da lavoro, sapevano che da lì a poco sarebbe apparso, si sarebbe fermato al centro del loro sguardo e avrebbe atteso.
Le loro parole avrebbero potuto cambiare la sua esistenza....dovevano solo ricordare che:”... era abituato a essere ignorato, a vivere tra le ombre. Chi è avvezzo a essere trascurato da ogni sguardo diventa particolarmente sensibile a qualunque occhiata nella sua direzione, e si accorge subito quando ha degli occhi puntati addosso o se desta l'interesse di qualcuno. Se una persona che a malapena viene riconosciuta dal prossimo come essere vivente d'improvviso viene additata e inseguita... questo attira subito la sua attenzione. ( da Il figlio del Cimitero di Neil Gaiman)”. Chi siamo allora noi per giudicare un diverso modo di fare, un diverso modo di amare, di vestire, di parlare, di vivere?